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La storia d’amore tra Marina Cicogna e Florinda Bolkan

Marina Cicogna e Florinda Bolkan have been in cinema like Sergio Leone and Ennio Morricone. An indissoluble duo. However, the two women have loved each other for twenty years. “Investigation of a Citizen Above Suspicion”; “A Dinner for Adele”… Marina tried to push her even for “The Night Porter” but there was nothing to do: “It faded when it was known that the protagonist was Dirk Bogarde. Florinda was insanely beautiful, she would have eaten him in her salad”. They left each other badly. Florinda expresses a generic, cold grief, like an outsider: “I feel great sadness for a person towards whom I feel gratitude, together with the cinema we have had an important cinematographic journey”.

We went to visit her in the countryside in Bracciano, outside Rome, where she lives with Anna Chigi. She invited us to see her horses, an excuse to have a moment of privacy to speak freely, and added, with her head on the plate of red mixed meats that is her daily menu and her only meal: “My relationship with Marina was important, but I’ve had others. When a relationship ends, it ends. I’m not going to embroider over it. She’s authoritarian, but I’m not interested in speaking badly of her”. The Brazilian Florinda is 82 years old, seven less than Marina. Why did the story that glossy magazines lived off for twenty years end? Each of the two with her own truth. Florinda told us that Marina was “overbearing, tried to isolate me, cut me off from everyone, and I literally ran away from her”.

Marina last told us: “I didn’t give much weight to her flings but she refused to accept my relationship with Benedetta, whom I then adopted. I’ve been living with her for almost forty years. She had to hide in a closet, among my clothes, so as not to be caught by Florinda”. And then: “Actresses with important beauty, at a mature age, feel the need to have certainties. She began to have affairs, at first I accepted them, then I got bored”. They met in Paris at Elsa Martinelli and Willy Rizzo’s house. She had just returned from a vacation at the Kennedy home. Marina, when she spoke of her alterity, betrayed a hint of emotion: “I found her very special, sunny, free, uninhibited, lean physique, childish smile, androgynous appearance. She had been an executive hostess for the airline Varig, accompanying the most famous passengers. I invited her to my house in Cortina, then to Saint Tropez. We began to get to know each other better”.

Un lungo cammino insieme. Ma era autoritaria

La società italiana è in costante evoluzione e con essa cambiano anche i suoi valori e le sue norme sociali. Tuttavia, vi è ancora una questione molto attuale e problematica: quella dell’autoritarismo.

Che cos’è l’autoritarismo?

L’autoritarismo è un atteggiamento dominatore che si esprime attraverso il controllo a tutti i livelli degli individui e delle situazioni che li riguardano. In una società democratica, l’autoritarismo rappresenta un ostacolo alla libertà individuale e alla convivenza pacifica.

Il caso “Un lungo cammino insieme. Ma era autoritaria”

Il caso “Un lungo cammino insieme. Ma era autoritaria” è stato raccontato dal giornale Corriere.it. Si tratta della storia di una famiglia che ha vissuto per molti anni sotto il giogo dell’autoritarismo di una madre padrona di casa.

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La madre in questione aveva un atteggiamento dominatore verso tutti i membri della famiglia. Imponeva le sue regole senza ascoltare le opinioni degli altri e, inoltre, esercitava il potere attraverso la paura e l’intimidazione. La sua autorità si estendeva anche fuori dalla famiglia, infatti, era temuta anche dai vicini e dalle altre persone del quartiere.

Questa situazione ha portato a gravi conseguenze psicologiche per i membri della famiglia. In particolare, i figli hanno subito un lungo periodo di sopraffazione e mancanza di libertà, che ha compromesso il loro sviluppo psicologico e sociale.

Come combattere l’autoritarismo?

Combattere l’autoritarismo è una sfida che richiede l’impegno di tutti gli individui all’interno della società. In primo luogo, è importante riconoscere i segnali dell’autoritarismo, come ad esempio il controllo dei comportamenti degli altri e l’imposizione delle proprie opinioni.

In secondo luogo, è necessario sviluppare una mentalità aperta e rispettosa delle opinioni degli altri. In questo modo, si può promuovere la libertà individuale e il rispetto della diversità.

Infine, è importante educare le persone fin dalla giovane età alla convivenza pacifica e al rispetto delle regole della società democratica.

Conclusioni

L’autoritarismo rappresenta un ostacolo alla libertà individuale e alla convivenza pacifica. Combattevolo richiede l’impegno di tutti gli individui all’interno della società, e passa attraverso l’educazione delle persone alla convivenza pacifica e al rispetto delle regole della società democratica.

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