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Red Ronnie: l’icona del rock e del Roxy Bar

Capelli rossi, occhiali scuri, look rockettaro. Quando appariva lui in tv la musica si prendeva la scena. Ed è tuttora così, anche se oggi Red Ronnie anziché la tv utilizza altri canali, il web, i social, ma quella passione continua a essere il comune denominatore della sua esistenza. Tale e quale a cinquant’anni fa quando l’inventore del Roxy Bar iniziava a muovere i primi passi nelle radio bolognesi.

Quando scocca la scintilla?
“Io ero affascinato dai dischi e ho iniziato a comprarli. Così mi sono appassionato al rock: eravamo alla fine degli anni ’60, ero ragazzino e si faceva la migliore musica mai esistita. Vivevo in solitudine in campagna, avevo un impianto potente, i miei amici lo sentivano dal paese e correvano a casa mia. Parlavamo di musica, c’era sempre la diatriba tra Elvis e Jimi Hendrix…”.

L’esordio a Radio Bologna.
“Un giorno ero al bar e un mio amico mi disse: c’è la possibilità di fare una radio, hanno liberato le frequenze. Quella è stata la prima. Poi c’è quella che fondai con Bonvi, Lucio Dalla e Francesco Guccini che non è mai partita. Fu quando fui costretto a cambiare nome perché mi cercavano per arrestarmi…”.

Il motivo?
“Dalla casa di Bonvi avevo raccontato alla radio gli scontri a Bologna tra studenti e polizia. Giorni dopo mi chiama Bonvi: “c’è un problema, guarda che il magistrato sta cercando questo Gabriele, devi cambiare nome”. Gabriele ero io e da quel momento sono diventato Red Ronnie”.

Perché Red Ronnie?
“Red perché sono rosso e Ronnie perché Ronnie Peterson era il mio idolo. Bonvi disse: ‘fa schifo, ma un nome vale l’altro'”.

Come arriva a Italia 1?
“Lavoravo in banca e Bibi Ballandi era innamorato di me artisticamente. Facevo la radio e un programma in una tv locale. Un giorno mi disse di seguirlo e mi portò a Rimini, alle Terme della Galvanina che aveva preso per 5 anni. ‘Qui hanno fallito tutti, anche Casadei: devi inventarti un’idea per un locale che potrebbe diventare anche uno show di Italia 1’. Decisi di riportare un po’ di allegria dopo i bui anni ’70, ricreando l’atmosfera dei ’60 e mi inventai Bandiera gialla”.

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Be bop a lula: decine di incontri con le star della musica. Quelli che porta nel cuore?
“Ho incontrato tutti, ero sempre in aereo. Ho intervistato due volte Paul McCartney, quattro David Bowie. E poi Mick Jagger, Cliff Richards,Yoko Ono, Frank Zappa. Era l’epoca dei Duran Duran versus Vasco, che era geloso del mio rapporto con loro. Ancora me lo rinfaccia”.

Il successo è enorme e Bettino Craxi la candiderà con il Psi.
“Venne il Pds a offrirmi la candidatura, ma mi fece un discorso che non mi piacque. Si sparse la voce e mi contattò anche Formigoni per la Dc. Il discorso più intelligente me lo fece Enrico Boselli, Psi, allora presidente dell’Emilia-Romagna: puoi entrare in Parlamento e occuparti dei giovani. Mi candidai come indipendente, ma feci paura e venni boicottato dal mio stesso partito, che mi fece annullare tutti i voti presi come Red Ronnie. Neanche il mio voto fu considerato valido. Dopo le elezioni mi chiama Ugo Intini: devi fare ricorso, abbiamo bisogno di te. Ovviamente li ho mandati a quel paese”.

Con il Roxy Bar su Videomusic vinse il primo Telegatto extra Rai-Mediaset.
“Fu un fenomeno, andava in onda contro gli show del sabato su un’emittente che non aveva neanche il 50 per cento di copertura. Dopo un anno mi chiama il direttore di Rai 1: vuole il Roxy Bar. Ma io dico no, perché loro non volevano il Roxy Bar, volevano Gianni Morandi, Francesco De Gregori che venivano da me gratis, mai avrebbero ospitato i giovani artisti”.

Nei suoi show ha visto passare tanti artisti alle prime armi: su chi ha creduto da subito?
“Una enormità. Il primo fu Samuele Bersani: fu Lucio Dalla a chiedermi di ospitarlo. E poi Elisa, Subsonica, Negrita, Timoria, Negramaro. O Skin. Mi chiamò il suo discografico: solo tu puoi ospitare una nera, pelata, lesbica che fa del punk. Oggi dico Ilaria Argiolas e Roberta Giallo”.

Quando entra la Sardegna nella sua vita?
“Mi chiama Rosanna Mani, vice direttrice di Tv Sorrisi e canzoni: ho comprato un appartamento a Capo Coda Cavallo, ce n’è un altro a fianco, è un affare. Mi fa vedere la foto e vado a stipulare l’atto d’acquisto per una casa in Sardegna senza essere mai stato in Sardegna. E lì inizio ad amare fortemente la vostra isola, anche grazie ad Andrea Parodi”.

Che le presentò Maria Carta.
“Nel 1993 con Maria feci un reportage in giro per tutta l’isola che sto cercando di proporre ma nessuno mi considera. Ci credevano la Film commission, lo stesso Solinas a cui l’ho presentato un anno fa, ma non se ne è fatto niente. Ore e ore della più importante artista della Sardegna, da Santu Antine a Monte San Giovanni a Orgosolo, da Santa Cristina a Saccargia”.

La casa di Capo Coda Cavallo era meta di molti ospiti.
“Bobby Solo che cantava con Andrea Parodi, J-Ax che festeggiò il compleanno. E poi Vandelli, Morandi, Iva Zanicchi”.

Della nuova generazione di artisti chi la colpisce?
“Solo i cantautori. Quelli sulla cresta dell’onda non fanno musica. Mica a Enzo Gragnaniello chiedo cosa pensa di Geolier”.

Capitolo Sanremo: cosa le è piaciuto e cosa no?
“Sanremo è ritenuto un trionfo, ma insieme ai talent ha contribuito a uccidere la musica. È uno show tv, ma tra show e programma di musica c’è una grande differenza. L’ultimo rimasto è il mio Roxy Bar che faccio ogni mercoledì su tutti i miei social”.

Se la chiamassero per il dopo Amadeus?
“Farei lo stesso discorso che feci 30 anni fa al direttore di Rai 1: se vuoi fare alti numeri, devi fare uno show, ma nello show la musica ha la minima importanza. Di Sanremo cosa ricordiamo? Il bacio di Fedez, la performance di Morgan con Bugo. Non le canzoni. Quest’anno mi è piaciuta Annalisa, ma la sua non è musica. Anche artisti validi come la Amoroso restano ingabbiati in questo cliché. I cantautori



Presi casa nell’isola senza esserci mai stato. Sanremo e i…

Presi casa nell’isola senza esserci mai stato. Sanremo e i…

Introduzione

Sanremo, celebre città della Liguria, affacciata sul Mar Ligure, è da sempre meta turistica di persone provenienti da tutto il mondo. La sua fama internazionale l’ha resa un luogo affascinante e ambito dove molte persone, attratte dalla sua bellezza, decidono di comprare una casa. Ma cosa succede quando si acquista un immobile senza esserci mai stati? Ecco la storia di alcuni protagonisti che si sono lasciati conquistare da Sanremo senza conoscerla.

La decisione di comprare una casa nell’isola

Spinti dall’amore per il clima mediterraneo, le spiagge e la cultura italiana, diverse famiglie hanno preso la decisione di comprare una casa a Sanremo senza aver visitato in precedenza la città.

Alla scoperta di Sanremo

Al momento dell’arrivo, sia per motivi lavorativi che per concedersi una vacanza rilassante, queste famiglie hanno finalmente visitato la città che avevano scelto come loro nuova casa. Sono rimasti incantati dalla sua bellezza, dai colori vivaci delle case, dai profumi dei fiori, e dalla vista mozzafiato sul mare.

L’integrazione nella comunità locale

Ammirati dalla cordialità e l’accoglienza degli abitanti del luogo, le persone che avevano comprato casa senza esserci mai stati sono state accolte a braccia aperte nella comunità di Sanremo. Hanno immediatamente fatto nuove amicizie, partecipato ad eventi locali e assaporato la vera cucina italiana.

Le sfide e i benefici

Certo, ci sono state sfide lungo il percorso. Adattarsi a una nuova cultura, a una lingua diversa e a una nuova realtà quotidiana può essere impegnativo. Tuttavia, tutti concordano sul fatto che i benefici superano di gran lunga gli ostacoli iniziali. La bellezza di vivere in una città così incantevole, respirando l’aria marina e godendo dello stile di vita mediterraneo, è stata una scelta che non hanno mai rimpianto.

Conclusioni

Sanremo rappresenta una meta desiderata da molti, anche da coloro che decidono di acquistare una casa senza mai esserci stati in precedenza. Questa scelta può portare nuove emozioni, incredibili incontri e una vita piena di meravigliose sorprese. Tuttavia, è sempre consigliabile visitare il luogo prima di prendere una decisione così importante per assicurarsi che corrisponda alle proprie aspettative. Sanremo, con il suo indiscutibile fascino e il calore dei suoi abitanti, continua ad affascinare e ad accogliere coloro che decidono di farla la propria casa.


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