Giorgia MeloniGuruNotizie

Tensioni UE-Italia sulle concessioni balneari

Quando l’uso di una risorsa limitata, come le spiagge, è soggetto ad autorizzazione, tutti i fornitori di servizi interessati, sia esistenti che futuri, dovrebbero avere la possibilità di competere per l’accesso a queste risorse limitate e scarse. Ciò promuove l’innovazione e la concorrenza leale, beneficiando consumatori e imprese e proteggendo i cittadini dal rischio di monopolizzazione di tali risorse. Mancano 13 giorni alla scadenza dell’ultimatum lanciato da Bruxelles a Roma sulla questione delle concessioni balneari, ancora oggetto di tensioni e trattative con l’UE, dopo la lettera di Sergio Mattarella che ha chiesto al governo di adeguarsi alle direttive europee sulle autorizzazioni per spiagge e ambulanti.

Entro il 16 gennaio l’Italia dovrà fornire risposte alla Commissione europea. Le risposte fornite finora non sono state sufficienti a evitare la procedura di infrazione che “va avanti”, confermano da Bruxelles. A metà novembre il Palazzo Berlaymont ha inviato una lettera al governo italiano, seconda fase della procedura di infrazione prima del deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Nella lettera si contestano i risultati del tavolo tecnico sui balneari, secondo cui le aree sotto concessione corrispondono al 33% degli spazi disponibili a mare nel paese, e questo mostrerebbe che queste risorse non sono così scarse. Secondo i tecnici europei, il calcolo italiano è sbagliato perché non include “le aree di costa di minore accessibilità per condizioni naturali”, che potrebbero essere interessate da investimenti di riqualificazione per lo sviluppo di nuove attività economiche. Inoltre, dovrebbe includere “anche la parte di costa rocciosa, poiché su quest’ultima è possibile installare strutture turistiche e persino opere a difesa della costa che talvolta sono state concretamente utilizzate a fini turistici”.

Quindi, per Bruxelles, quasi tutta la costa dovrebbe essere considerata “area disponibile” per l’installazione di attività turistiche con concessione. Ecco perché la percentuale di autorizzazioni individuata dal governo deve essere aumentata e devono essere rimessi a gara le concessioni già in essere. Gli Stati membri hanno l’obbligo di garantire che le autorizzazioni in numero limitato siano concesse per una durata limitata e attraverso una procedura di selezione aperta e pubblica basata su criteri non discriminatori, trasparenti e obiettivi. Il parere motivato emesso dalla Commissione il 16/11/2023 non pregiudica la prosecuzione del dialogo con le autorità italiane per trovare rapidamente una soluzione.

Il tono della controversia è sempre molto diplomatico. Nemmeno per l’applicazione della Bolkestein, baluardo della concorrenza nel mercato unico dell’UE, Bruxelles è disposta ad aprire uno scontro con il governo. A metà novembre, il parere motivato della Commissione non fu incluso nei comunicati stampa giornalieri con cui i portavoce comunicano l’attività della squadra von der Leyen. La lettera per Roma era presente solo negli elenchi della varie procedure d’infrazione aperte contenuti nel database della Commissione, accessibile ai giornalisti ma in modo meno diretto. Una circostanza che aveva suscitato stupore in sala stampa, visto che le concessioni balneari sono da sempre un argomento sensibile nei rapporti tra Roma e Bruxelles. Eppure la missiva con gli avvertimenti per il governo, scattata per evidenti necessità tecniche di richiamare uno Stato membro a rispettare il diritto europeo, fu insabbiata da un solerte servizio stampa interessato a non sollevare polemiche intorno alla questione.

Il problema, comunque, esiste. La scelta del governo di prorogare le attuali concessioni (oltre ai balneari anche quelle per gli ambulanti) è in contrasto con la direttiva europea e anche con una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione del 14 luglio 2016, che già allora contestava “la normativa pertinente e la pratica esistente in Italia di prorogare automaticamente le autorizzazioni vigenti delle concessioni balneari”. Queste modalità sono “incompatibili con il diritto dell’Unione – sottolinea la Commissione nella lettera di novembre. “L’Italia non ha attuato la sentenza della Corte. Inoltre, l’Italia ha prorogato ulteriormente le autorizzazioni vigenti fino alla fine del 2033 e ha vietato alle autorità locali di avviare o proseguire procedimenti pubblici di selezione per l’assegnazione di concessioni, che altrimenti sarebbero scadute, violando il diritto dell’Unione”.

“È chiaro che il problema deve essere risolto”, dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La direttiva Bolkenstein ha creato una serie di problemi; forse bisognava intervenire prima, ma la norma c’è e bisogna trovare una soluzione per tutelare le imprese e rispettare le regole internazionali. Il governo sta lavorando con l’Unione Europea, ritengo che si debba trovare un compromesso per tutelare imprese balneari e ambulanti, rispettando le regole che vanno rispettate”.



Il governo dei balneari: A Bruxelles le giustificazioni di…

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Il governo dei balneari: A Bruxelles le giustificazioni di…

Il governo dei balneari è un tema di grande attualità in Italia e recentemente ha attirato l’attenzione anche a livello europeo, con le giustificazioni di…

Sfondo

Il governo dei balneari si riferisce alla gestione delle spiagge e delle attività balneari da parte delle autorità locali. Questo settore è di fondamentale importanza per l’economia italiana, soprattutto durante la stagione estiva quando milioni di turisti affollano le coste del paese.

Discussione a Bruxelles

Recentemente, il governo italiano è stato chiamato a Bruxelles per fornire giustificazioni riguardo alla gestione delle attività balneari. Le autorità europee hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla trasparenza e alla concorrenza nel settore, e hanno richiesto spiegazioni dettagliate sulle procedure di assegnazione delle concessioni balneari.

Risposte delle autorità italiane

Le autorità italiane hanno difeso la propria gestione del settore balneare, sottolineando gli sforzi per garantire trasparenza e concorrenza. Hanno anche evidenziato i benefici economici e sociali derivanti dalle attività balneari, e hanno offerto rassicurazioni riguardo alla volontà di collaborare con le autorità europee per risolvere eventuali problematiche.

Conclusioni

Il tema del governo dei balneari rimane quindi al centro del dibattito pubblico in Italia e a livello europeo. È evidente che le questioni legate alla gestione delle spiagge e delle attività balneari sono di fondamentale importanza e richiedono attenzione e collaborazione tra le autorità nazionali e europee per garantire trasparenza, equità e sviluppo sostenibile del settore.


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