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Stellantis: Dismissione industriale in Italia, 3.597 esuberi in 24 ore

Il piano di ridimensionamento degli stabilimenti di Stellantis continua senza sosta. Dopo le oltre 2.500 uscite incentivate annunciato il 26 marzo, il giorno successivo è toccato agli altri centri di produzione del gruppo automobilistico in tutta Italia affrontare 1.087 nuovi tagli al personale, per un totale di 3.597 esuberi in sole 24 ore. Questa riduzione era prevista nell’accordo quadro tra l’azienda e i sindacati, ma non è stato firmato dalla Fiom. Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore Mobilità, ha commentato dicendo: “È sempre più evidente il piano di dismissione industriale di Stellantis dall’Italia, mascherato dall’esigenza di far fronte alla transizione”.

Il più alto numero di uscite incentivate è registrato nello storico stabilimento di Mirafiori, con 1.520 esuberi, seguito da Cassino (850 dipendenti) e Pratola Serra (100). L’accordo siglato dalle organizzazioni sindacali prevede incentivi per la formazione e l’outplacement che possono arrivare fino a 150.000 euro per i lavoratori di diversi reparti, come gli Enti centrali, le Carrozzerie, gli impiegati degli uffici di servizi e finanza e gli operai delle Meccaniche. Il piano di esuberi coinvolgerà anche le sedi di Melfi (500 licenziamenti), Pomigliano d’Arco (424), Termoli (121), Cento (30) e Verrone (129).

Nonostante l’accordo sugli esuberi sia stato firmato dalla quasi totalità dei sindacati, l’esodo dagli stabilimenti di Stellantis preoccupa particolarmente la Fiom, che si è rifiutata di sottoscrivere l’intesa e chiede all’ex premier Giorgia Meloni di intervenire. L’associazione di settore della Cgil ha criticato il programma di uscite volontarie, definendolo un “piano per spegnere il lavoro”. Nel 2023, le fabbriche del gruppo hanno prodotto 751.384 veicoli, un numero in crescita rispetto all’anno precedente, ma lontano dai più di 800.000 del 2019 e dall’obiettivo del milione di unità.

Nella nota congiunta del segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma, e del responsabile settore mobilità, Samuele Lodi, si legge: “La situazione si sta dimostrando ancora più grave di quanto già denunciato e ha portato alla dichiarazione di uno sciopero unitario il 12 aprile a Torino”. Gli esponenti sindacali scrivono inoltre che il governo deve intervenire prima dei tavoli della prossima settimana. Stellantis sta mettendo in atto la sua strategia di svuotamento degli stabilimenti e di disimpegno dal nostro Paese. Gli obiettivi dei tavoli nell’industria automobilistica sono fortemente indeboliti. Gli incentivi, le agevolazioni e le risorse pubbliche non possono essere concessi a un’azienda che non ha intenzione di investire in Italia, di garantire adeguati volumi produttivi, di investire in ricerca e sviluppo e di tutelare l’occupazione. La Fiom-Cgil, coerentemente, non sta firmando nemmeno gli accordi sugli esuberi a livello territoriale. Non c’è più tempo da perdere.

È urgente convocare un incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio e l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares. È ora che tutti assumano le proprie responsabilità per salvare il settore automobilistico in Italia, concludono i rappresentanti sindacali.





Ancora Uscite Incentivate dagli Stabilimenti Italiani, ma…

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Ancora Uscite Incentivate dagli Stabilimenti Italiani, ma…

La situazione economica italiana

L’Italia si trova da anni in una situazione economica difficile. Gli stabilimenti italiani, che un tempo erano la
spina dorsale dell’economia, stanno affrontando diverse sfide. Molti imprenditori italiani si trovano a dover prendere
decisioni difficili per rimanere competitivi in un mercato globalizzato sempre più agguerrito.

La necessità di incentivare le uscite

In questo contesto, alcune aziende italiane hanno deciso di incentivare le uscite dai propri stabilimenti. Ciò può
sembrare controintuitivo, ma in realtà è un modo per ridimensionare l’organico e riallocare le risorse in settori
più redditizi. Questa strategia può aiutare le aziende ad adattarsi alle mutevoli dinamiche del mercato e a
migliorare la propria competitività.

I rischi associati

Tuttavia, incentivare le uscite dagli stabilimenti italiani comporta alcuni rischi. Innanzitutto, c’è il rischio di
perdere preziose competenze e know-how, che potrebbero essere difficili da recuperare in futuro. Inoltre, l’uscita di
lavoratori può avere un impatto negativo sulle comunità locali, creando disoccupazione e problemi sociali.

Soluzioni possibili

Per mitigare tali rischi, è necessario adottare una strategia olistica. Le aziende devono investire nella formazione
dei dipendenti e nella creazione di un ambiente di lavoro stimolante per attirare e trattenere le migliori risorse
umane. È anche importante promuovere politiche economiche che sostengano lo sviluppo industriale e incoraggino gli
investimenti nel paese.

Conclusioni

Ancora uscite incentivate dagli stabilimenti italiani possono sembrare un’opzione necessaria per le aziende che
vogliono sopravvivere nel difficile panorama economico attuale. Tuttavia, bisogna considerare attentamente i rischi
associati e lavorare per trovare soluzioni sostenibili nel lungo termine. Solo così l’Italia potrà continuare a
prosperare e a mantenere il proprio patrimonio industriale.

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